Cosa aspettarsi dopo un infarto del miocardio?

Grazie all’evoluzione delle terapie farmacologiche ed all’introduzione della riperfusione meccanica (angioplastica coronarica), la mortalità per infarto miocardico acuto si è significativamente ridotta negli anni. Al momento della dimissione dall’ospedale, tuttavia, il paziente manifesta tanti dubbi sul tipo di vita e sulla qualità di vita che da quel momento potrà condurre.

 

 

Il lavoro

 

Oggi la maggior parte dei pazienti, già dopo poche settimane dall’infarto, riesce a riacquistare gradualmente una vita “normale”; più di due terzi dei pazienti riprende la propria attività lavorativa. 
La ripresa del lavoro dipende da quanto è stato danneggiato il cuore e dal tipo di impegno fisico che comporta il lavoro svolto. Sarà il Medico del Lavoro a provvedere, se necessario, ad una ridefinizione del carico lavorativo in base alla capacità funzionale del paziente.

 

 

L’attività fisica

 

Contrariamente a quanto ritenuto in passato, dopo un infarto miocardico l’attività fisica deve essere ripresa precocemente, seppur gradualmente. L’attività fisica aerobica dopo un infarto miocardico non solo non è controindicata, ma è fortemente raccomandata dalle ultime linee guida europee per la gestione dell’infarto miocardico. E’ dimostrato come essa comporti la riduzione dello stress, l’incremento del colesterolo HDL (“buono”), la riduzione della pressione arteriosa e dell’obesità; tutto questo si traduce in una riduzione della mortalità del 22% circa nei pazienti affetti da cardiopatia ischemica. Pertanto i programmi di riabilitazione cardiologica, di cui quasi tutte la Cardiologie sono oggi dotate, vanno promossi ed incentivati. 
In linea generale, è raccomandata un’attività fisica aerobica (camminare, correre, nuotare), da svolgere 3-5 volte a settimana, con sedute della durata di almeno 30 minuti, con inizio e fine graduali (5 minuti iniziali e finali rispettivamente di riscaldamento e defaticamento). Sarebbe comunque opportuno personalizzare l’allenamento, monitorando la frequenza cardiaca con un cardiofrequenzimetro e definendo la “frequenza cardiaca allenante” con il proprio cardiologo di fiducia; quest’ultimo dovrà essere tempestivamente informato in caso di comparsa di disturbi /sintomi durante lo sforzo. 

 

 

L’attività sessuale

 

Nella maggior parte dei casi, dopo un infarto miocardico l’attività sessuale con partner abituale va ripresa gradualmente, come tutte le attività fisiche, a meno di condizioni particolari da discutere con il cardiologo di fiducia. 

 

 

I viaggi

 

La cardiopatia ischemica non rappresenta in assoluto un limite per i pazienti abituati a viaggiare. Una volta riprese le normali attività quotidiane, si potrà anche ricominciare a viaggiare, avendo cura di: organizzare viaggi non particolarmente stancanti (per es. l’aereo è da preferire al treno), che prevedano delle soste regolari; evitare località con altitudini superiori ai 1.500 mt, dove la rarefazione dell’ossigeno inizia ad essere significativa, a meno di un periodo di adattamento a quote intermedie di 1.200-1.400 metri; portare sempre la documentazione clinica cardiologica ed una adeguata scorta di farmaci.

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